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Raccogliere e raccogliersi: il dorato invito alla riflessione dell’Autunno

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Siamo soliti pensare a l’autunno come alla stagione che predispone al declino dell’inverno. Il tramonto di un anno che si prepara ad affrontare il proprio periodo più buio. Eppure, alla radice di questa parola, AU, si cela un aspetto estremamente interessante, che parla di sazietà e di godimento.

AU in chimica significa ORO. E l’oro, si sa, richiama ricchezza. Da sempre, infatti, questo colorato periodo dell’anno, è stato considerato significativo per il raccolto. E non solo per ciò che la natura ha generato e predisposto durante l’estate, ma per l’uomo stesso che in autunno raccoglie i frutti dei propri sforzi e su di essi costruisce bilanci per la propria vita.

Parliamo di un momento dell’anno in cui indubbiamente siamo richiamati a conoscere l’abbondanza come stato naturale dell’essere. E come un aspetto che, invariabilmente, ci rimanda a l’essenza e c’invita a penetrare in noi stessi, lasciando andare (come gli alberi con le foglie) tutto ciò che ormai è divenuto superfluo.

 Del resto raccogliere non rimanda solo a l’accumulare.                            Ma al riflettere. Quella   splendida azione di ripiegamento su sé stessi che, lungi dal guardare all’esterno, ci spinge piuttosto a osservare l’interno, aprendo gli occhi a quell’abbodanza d’oro dentro di noi che non è l’oro comune.

 

La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia.

C. G. Jung

L’autunno, dunque, è un invito al confronto con se stessi. Un invito che noi non ci stancheremo mai di fare. Le porte del nostro Centro Clinico sono, infatti, sempre pronte ad accogliere chiunque senta questo richiamo, a sostenerlo e ad incentivarlo.

 

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